KIMBER DELICE / BIOGRAFIA
Biografia
Quattro paragrafi sul nome, l'inquadratura e il modo in cui un catalogo ricorda un'interprete.
Delice è la parola francese per delizia, e fa un lavoro evidente in un mercato che vende piacere attraverso il nome. Kimber è semplice, anglosassone, solida; Delice è il fronzolo finale, la parte che promette qualcosa di dolce. Insieme formano un nome che suona come una marca di pasticceria. Kimber Selice, la variante nella scheda, è quello che succede quando qualcuno sente il nome su una linea disturbata e scrive quello che ha sentito. Le due stringhe indicano una sola interprete, e solo una sarà scritta bene da uno sconosciuto.
Il ritratto di questa pagina è verticale e poggia su tre colori: il rosso del capo, il giallo dei capelli e il grigio delle piastrelle del pavimento. Il pavimento tradisce il luogo. Piastrelle quadrate smaltate, una luce grigia e dura, e dietro di lei le sagome scure di attrezzatura che sta in un garage e non in una camera. È in piedi su quel pavimento, i capelli oltre le spalle, illuminata di fronte e un po' dall'alto, così il viso resta chiaro e il lato destro del quadro scende in ombra. Nulla in questo posto è decorativo. È un luogo dove si lavora.
Il cinema per adulti è costruito intorno al piano ravvicinato. Le scenografie costano poco, i dialoghi sono scarni, e la macchina passa il tempo dove stanno i soldi; il corpo dell'interprete è la scenografia, e la luce è disposta perché la pelle resti leggibile, non perché una stanza risulti bella. Chi lavora in questa grammatica ha bisogno di resistenza, senso dell'inquadratura e disciplina per tenere una posizione mentre la macchina si riposiziona. Kimber Delice ci lavora. Il formato non chiede caratterizzazione ma presenza, e la presenza nel piano ravvicinato è soprattutto questione di non ritrarsi.
I nomi, in questo mestiere, somigliano più a percorsi di file che a identità. Un catalogo conserva una stringa, una scena è agganciata a quella stringa, e un cliente trova la scena digitando di nuovo la stringa. Una variante come Kimber Selice non è quindi una curiosità. È un bivio, e il traffico che lo prende non arriva mai all'ingresso principale. Pagine come questa stanno al bivio. Ripetono le due grafie, aggiungono il campo e il link, e lasciano che sia il motore di ricerca a ordinare. La foto fa il resto, perché un viso si riconosce prima di un nome.